Le risposte di Di Pietro a Micromega

Pubblico, con molta gioia, da iscritto e dirigente di Italia dei Valori della prima ora, uno degli ultimi post del Presidente Antonio Di Pietro. In esso egli risponde alle domande scomode che gli hanno posto Micromega, prestigiosa rivista di analisi politica che spesso ha sostenuto le nostre iniziative e che ultimamente ( e correttamente, aggiungo) ha fatto le pulci al partito nelle sue articolazioni territoriali, Salvatore Borsellino, fratello del compianto Paolo e riferimento del popolo delle Agende Rosse, e Andrea Scanzi, giornalista (collabora attualmente con "la stampa" e Micromega) e scrittore di successo (" Ve lo dò io Peppe Grillo l'ultimo suo libro).
Con molta gioia, dicevo perchè sono orgoglioso di essere un iscritto e un dirigente di un partito il cui Presidente e fondatore risponde nel merito, con umiltà, trasparenza ed efficacia, alle critiche che vengono mosse a lui e al nostro partito.
Nel post trovate anche il link per il CODICE ETICO che sarà proposto ed approvato (con le eventuali integrazioni e modifiche che i delegati riterranno opportune) al Congresso Nazionale del partito che si terrà a Roma dal 5 al 7 febbraio.
Ricordo ai corti di memoria che altrettanta prontezza di risposta e altrettanta capacità di circostanziare fatti ed atti, il Presidente Di Pietro evidenziò quando a fargli domande scottanti, su Libero, fu Vittorio Feltri. Vi rimando al post in oggetto che potete leggere cliccando su http://www.antoniodipietro.com/2009/01/calunnie_solo_calunnie.html

Avercene di politici così, anche negli altri partiti!!!!

Emilio Iannotta

10 risposte a 10 domande di Micromega

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Ringrazio Salvatore Borsellino e Andrea Scanzi per avermi rivolto 10 quesiti sull’Italia dei Valori. Sono uno stimolo per fare chiarezza sul partito e per rimediare a eventuali errori commessi.

Ho accolto, quindi, con favore le segnalazioni che mi sono state fatte in quanto mi permettono di valutare meglio la situazione all’interno del partito. Per questa ragione, sono aperto a tutte le critiche a patto, però, che siano costruttive e non mosse da egoismi personali, frutto di disinformazione, rancori personali, vittimismo, disfattismo o malcelata voglia di ricerca di visibilità a buon mercato.

Il dovere dell’Italia dei Valori è quello di dare il buon esempio ed essere al di sopra di ogni sospetto: qui nessuno ha intenzione di predicare bene e razzolare male, è un partito che ha fatto della questione morale le proprie fondamenta.

Il processo di democratizzazione del partito, che in tanti giustamente chiedono, è già in corso. Dal 2001 a oggi ho cercato di costruire una casa aperta a tutti. All’inizio ho mantenuto la direzione dei lavori ritenendolo un mio preciso dovere in quanto ideatore del progetto. Adesso che la casa è quasi pronta, sono ben felice che siano gli inquilini a scegliere il proprio amministratore.

Non a caso il 5, 6 e 7 febbraio si terrà a Roma il primo Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori.

Ma il mio impegno solenne, con tutti voi, è quello di fare ancora più attenzione in futuro. Chi entra nell’Italia dei Valori dovrà sottoscrivere un Codice Etico che verrà approvato nel Congresso di febbraio. Il Codice sarà vincolante per tutti: iscritti e aderenti non iscritti.

Per il momento vi riporto una bozza articolata (scarica il documento) in 14 punti e invito tutti a leggerla, commentarla e migliorarla con suggerimenti e consigli.

Ecco di seguito le domande e le risposte.

1) Di Pietro ha detto in una intervista che nelle liste di IDV non c'è un solo caso di incandidabilità, di immoralità e che tutti gli eletti e i candidati hanno il certificato penale al seguito, precisando che si intende per "immoralità" l'essere condannato con sentenza definitiva. Si rende conto l’Idv che, secondo questa lettura, un personaggio come Marcello Dell'Utri, non ancora condannato in via definitiva, sarebbe da ritenersi candidabile? (Leggi la risposta)

2) Nella stessa intervista Di Pietro ha affermato che Orazio Schiavone non è "neanche più condannato" perché il suo reato, secondo la "normativa successiva non è più neanche reato". Lei ritiene che l’Idv possa candidare persone che hanno commesso reati che tuttavia, grazie alle depenalizzazioni del governo Berlusconi – ad esempio il falso in bilancio – "non sono più neanche reati"? Per quanto riguarda Porfidia, Di Pietro dice che non è vero che è indagato per il 416 bis, ma per un "banalissimo abuso d'ufficio" di quando era sindaco. Non pensa che la base di IDV, soprattutto i giovani, vogliano essere rappresentati da persone che non abbiano commesso neanche dei "banalissimi abusi"? (Leggi la risposta)

3) Di Pietro ha affermato che su 2500 eletti nell'IDV ci sono appena 32 persone che provengono da esperienze politiche precedenti. La cifra sembra molto bassa, ma se anche fosse, non pensa che sia un problema che queste persone abbiano in parecchi casi una storia caratterizzata da disinvolti salti da uno schieramento all'altro che dimostrano, se non altro, una spiccata tendenza all'opportunismo e al trasformismo?(Leggi la risposta)

4) Nel raduno di Vasto sono intervenuto dicendo che per la prima volta avevo accettato di partecipare ad un raduno nazionale di un partito perché in quel partito mi sentivo a casa mia e con me si sentivano “a casa” i tanti giovani che si riconoscono nel movimento delle "Agende Rosse". Dissi anche che mi sarei sentito a casa mia fino a quando anche quei giovani si fossero sentiti a casa loro. Possiamo sperare, sia io che questi giovani, che il processo in atto per fare veramente diventare IDV il partito della Giustizia, della Legalità, della Società Civile prosegua ed arrivi a compimento in maniera da farci sentire "definitivamente" a casa nostra? (Leggi la risposta)

5) Non pensa che sarebbe necessario dare una ulteriore spinta alla "democratizzazione" interna arrivando a pensare ad un segretario eletto dalla base attraverso delle "primarie"? Negli incontri che faccio in tutte le regioni d'Italia, per la maggior parte organizzati da giovani, raccolgo un diffuso senso di disagio: molti sono entrati con entusiasmo in IDV ma oggi si sentono scoraggiati perchè non hanno la possibilità, a causa degli ostacoli posti dai dirigenti locali del partito, di tradurre in attività concreta la loro adesione. Non crede che questa situazione possa portare questi giovani ad un passo indietro rispetto alla loro militanza in IDV, e a frenare l’ingresso di tanti altri giovani che potrebbero essere una iniezione di forze nuove, attive e spesso entusiaste? (Leggi la risposta)

6) L’Italia dei Valori è diventato il privilegiato approdo di molti delusi da sinistra, più per demeriti altrui che per meriti propri. E’ un partito che usufruisce di voti fluttuanti, radicalizzati ma non radicati. Un voto “in assenza di”: non un’adesione pienamente convinta. Quando scatterà – se scatterà – l’appartenenza? (Leggi la risposta)

7) L’immagine attuale dell’Italia dei Valori è quella di un partito in cui le personalità maggiori coincidono con Di Pietro e De Magistris: due ex magistrati. E’ normale o piuttosto il segnale che il “giustizialismo” può diventare un assillo, quasi una devianza patologica? (Leggi la risposta)

8) La questione morale è centrale nell’Italia dei Valori. L’inchiesta di MicroMega sembra però avere infastidito la nomenclatura. Per chi fa politica come l’IdV sempre sull’orlo del populismo, è costante il rischio che a furia di fare i Robespierre prima o poi spunti un Saint-Just a rubarti scena (e testa). Non è per questo particolarmente sbagliato minimizzare i problemi interni (per quanto inferiori alla media)? Non avvertite l’esigenza di dimostrare che le Sonia Alfano e i Gianni Vattimo non erano specchietti per le allodole? (Leggi la risposta)

9) Il momento più basso dell’IDV è stato il voto contrario alla Commissione d’Inchiesta sulle mattanze a Bolzaneto e Scuola Diaz, quando il vostro partito era al governo. E’ di queste settimane il calvario di Stefano Cucchi. L’impostazione “poliziottesca” dei quadri dirigenziali dell’IDV (emblematico il caso Giovanni Paladini) può portare a una sottovalutazione di vicende analoghe? La vostra attenzione alla legalità contempla anche il garantismo e il coraggio di non reputare intoccabili magistrati e forze dell’ordine? (Leggi la risposta)

10) L’Italia dei Valori prospera per la risibile debolezza del Pd e perché il bipolarismo italiano è drammaticamente atipico: non centrosinistra e centrodestra, ma berlusconiani e antiberlusconiani. Questa radicalizzazione avvantaggia un partito di lotta come l’IDV: di lotta, ma non di governo. Cosa farà l’Italia dei Valori quando Berlusconi non ci sarà più? Non è un partito che, paradossalmente, per prosperare ha bisogno anzitutto del Nemico? (Leggi la risposta)

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