Franceschini e il voto utile. Ma utile a chi?

Capisco la difficoltà di guidare un partito in una fase di transizione, per un tempo limitato e in sostituzione di chi aveva stravinto le primarie che, per quanto fortemente condizionate- direi quasi preconfezionate-, pur avevano portato al voto oltre 3 milioni di cittadini.
Capisco la difficoltà di guidare un partito nato da una fusione a freddo, senza una progettualità politica condivisa e attraversato da una conflittualità interna esasperata che già ha ampiamente sperimentato sulla sua pelle Veltroni.
Capisco i tentativi, abbastanza goffi in verità, di tergiversare o cambiare argomento quando Le viene chiesto il gruppo a cui si iscriveranno al parlamento Europeo quelli che saranno gli eletti del PD. D'altronde come potrebbe giustificare che essi non si iscriveranno tutti allo stesso gruppo, visto che tanti ex DC non vogliono morire socialisti e non hanno alcuna intenzione di iscriversi al PSE?
Capisco che i sondaggi mettono ansia, se non angoscia, considerato che a distanza di un solo anno dalla fondazione il PD rischia di perdere un terzo dei propri elettori. Come se non bastassero le batoste elettorali di Roma, Abruzzo e Sardegna.
Capisco la scelta di non candidarsi personalmente per capeggiare il Pd. Mai stato un leader trascinatore, un catalizzatore di consensi e altri candidati del PD (oltre ovviamente a Berlusconi, Bossi e Di Pietro) probabimente lo avrebbero superato in quanto a preferenze.
Capisco che guida un partito che non ha brillato negli ultimi tempi per dirittura morale e amministrazione trasparente. Nè coi massimi dirigenti nazionali (o le abbiamo dimenticate le scalate bancarie?) nè coi propri governatori (Del Turco e Bassolino su tutti).
Capisco che Le crea enormi difficoltà e disagi avere in Parlamento una partito come IDV. Che fa opposizione intransingente, senza scendere a compromessi e che non disdegna di scendere nelle piazze per dialogare con i cittadini, che recepisce e fa proprie le loro difficoltà, che raccoglie un milione di firme contro il Lodo Alfano, che non accetta compromessi e spartizioni nel Cda della Rai. Che si propone e concretizza il ricambio della classe dirigente del nostro Paese.
Capisco. E giustifico.
Ma avere la faccia tosta di chiedere un voto utile è davvero troppo. Utile a chi On. Franceschini?
Alla sua traballante segreteria? Ai dirigenti (e alle loro consorti) che da trenta e più anni vivono di politica? Al sottobosco di faccendieri e nullafacenti che di colpo rischiano di vedere i loro privilegi venir meno?
Se il voto utile è quello che serve a fermare la deriva autoritaria, xenofoba e illiberale rappresentata dal Berlusconismo voi del PD non avete alcuna credibilità nel chiederlo. Perchè non avete fatto una SERIA LEGGE SUL CONFLITTO D'INTERESSI quando avete governato e l'opposizione intransigente e determinata non fa parte del vostro dna politico.
L'unico credibile oppositore di Berlusconi, l'unico che ha saputo resistere alle sue lusinghe e che ha il coraggio di affrontarlo a viso aperto è Antonio Di Pietro. Mi dispiace per lei On. Franceschini, ma questo gli Italiani lo hanno capito da un pezzo.

Emilio Iannotta

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