Consiglio Comunale Piedimonte Matese: IDV contraria all'alienazione del Nuovo Macello Comunale

Risultavano assenti i consiglieri comunali Sen. Sarro, Martino, Iannarelli e Bologna.
Dopo l’approvazione di rito dei verbali della seduta consiliare precedente, su proposta del capogruppo Pepe, si è stabilito di discutere unitariamente dei punti 2 e 3 dell’ordine del giorno che vi ricordo:
2) Delibera di Giunta Comunale n° 68 del 20-02-2009 ad oggetto "Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari dei beni non occupati. Proposta per il Consiglio Comunale."- Approvazione
3) Delibera di Giunta Comunale n° 69 del 20-02-2009 ad oggetto "Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari dei beni occupati tramite riscatto volontario. Proposta per il Consiglio Comunale."- Approvazione.

Per meglio intenderci, con riferimento all’art. 58 del D.L. 112/2008, convertito in Legge 133/2008, l’Amministrazione ha provveduto a porre in essere il Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari dei Beni Non Occupati e di quelli Occupati mediante Riscatto Volontario.
Entrambe le Delibere di Giunta (n° 68 e n° 69), di cui si chiedeva l’approvazione in codesto Consiglio Comunale, prevedono la contestuale Riclassificazione Urbanistica.

I Beni Non Occupati di cui propone l’alienazione sono: il terreno retrostante l’edificio del Corpo Forestale in via Caso, i locali limitrofi la Scuola Media Ventriglia in via A.S. Coppola, i locali sotto le rampe di san Marcellino in via San Marcellino, i locali dell’Ufficio Postale in via A. S. Coppola, i locali ex Circolo Anziani in via A.S. Coppola, il Nuovo Macello Comunale e il relativo terreno limitrofo in via Baden Powell già via Canneto (nel piano Alienazioni indicata come via Don Bosco). Solo per il Nuovo Macello Comunale con relativo terreno (circa 10.000 metri quadri per quanto di mia conoscenza) la delibera di giunta in questione prevede la modifica di Destinazione Urbanistica: da Beni Immobili di Uso Pubblico a Zona D 1 Commerciale.

I Beni Occupati di cui propone l’alienazione sono: gli Alloggi Comunali di via Don Bosco, di via A.S. Coppola e di via Caso (che conservano l’attuale classificazione urbanistica) e la Scuola Comunale di viale della Libertà la cui classificazione urbanistica passa da Beni Immobili di uso pubblico per destinazione scuole a Zona B2 residenziale esistente e di completamento.

La proposta di approvazione delle Delibere in oggetto è stata formulata al Consiglio dal capogruppo di maggioranza Pepe che le ha motivate con le esigenze di bilancio dell’Amministrazione Comunale a fronte di beni quali quelli in alienazione che producono alla stessa solo passività o, nella miglior ipotesi, nessun introito.

Nel mio intervento, prima di entrare nel merito, ho ritenuto doveroso effettuare alcune premesse:
a)di venire a conoscenza solo in occasione del Consiglio Comunale della determinazione dell’Amministrazione, della maggioranza e della Giunta Esecutiva di procedere in così significativi provvedimenti che interessano tutta la cittadinanza. Nonostante che soli pochi giorni prima delle delibere in oggetto il sottoscritto abbia partecipato a nome di Italia dei Valori ad una riunione tra i partiti della maggioranza (a cui erano presenti il Sindaco Cappello, il Vicesindaco Leuci e il capogruppo Pepe) dove né il Partito Democratico né gli autorevoli esponenti dell’Amministrazione presenti hanno avuto la sensibilità di informare gli altri partiti e di condividere con gli stessi quanto la giunta si apprestava a deliberare. Ovviamente tale mancato coinvolgimento in fase pre-deliberativa mi costringono a pronunciare in Consiglio Comunale il mio disaccordo rispetto alla maggioranza relativamente ad alcune scelte effettuate oltre a prendere atto, ancora una volta, della presupposizione di autosufficienza e della scarsa lungimiranza con cui continua ad operare la Giunta Esecutiva e il Partito Democratico;
b) di ritenere doveroso complimentarmi con l’assessore al bilancio e alle finanze Pisani per aver effettuato un puntuale e documentato inventario dei Beni Comunali, a cui non si provvedeva, colpevolmente e superficialmente, da circa 15 anni.

Entrando nel merito dei provvedimenti ho dichiarato la mia assoluta contrarietà all’alienazione e alla modifica della classificazione urbanistica del Nuovo Macello Comunale e del terreno limitrofo.
Innanzitutto ho fortissime perplessità sulla legittimità di tale alienazione e di tale modifica di classificazione urbanistica, essendo il Nuovo Macello Comunale stato oggetto nel corso degli ultimi venti anni di finanziamenti pubblici ad hoc concessi e motivati per dotare le Amministrazioni e i cittadini di una struttura e di un servizio essenziale per un territorio a forte vocazione agricola dove l’allevamento di bovini, suini e ovini costituisce ancora l’unica fonte di reddito per tanti cittadini del comprensorio matesino
E gli anni trascorsi, oltre ad segnare l’evidente colpevole inerzia di Amministrazioni che non si sono impegnate per il completamento e la messa in funzione di un’opera quasi ultimata con grosso dispendio di risorse pubbliche, non hanno visto certamente venir meno le ragioni della sua importanza. Non vi è stato nel frattempo una espansione bensì un ridimensionamento delle potenzialità di occupazione nell’industria e la centralità del nostro comune rispetto al territorio limitrofo in termini di servizi e di strutture, che pure potrebbe essere rilanciata da un macello comunale in funzione, diviene ogni giorno di più una pia illusione. Dovrebbe invece essere prioritario dotarsi di un macello comunale se solo si pensa che le nuove e stringenti norme in materia igienico-sanitaria impongono di rivolgersi ad una struttura accreditata e autorizzata per la macellazione di animali domestici quali suini e ovini.
E’ intuitivo inoltre prevedere le ricadute, tutte negative, di tale scelta per alcune categorie. Per gli agricoltori e gli allevatori, già vessati da un sistema economico-imprenditoriale che tende a privilegiare la globalizzazione e i prodotti di scarso pregio a discapito della qualità e della tipicità degli stessi. Basti pensare al trattamento che sono costretti a subire, spesso tra l’indifferenza delle Amministrazioni e della politica, nel vedersi riconosciuto un equo prezzo del latte alla stalla. Per i tanti operatori del settore agro-turistico la cui presenza sul mercato è in buona parte possibile grazie all’offerta di carni di pregio autoctone la cui macellazione comporterà oneri sempre più sostenuti, essendo essa possibile oggi, per rimanere nella legalità, solo a San salvatore Telesino e a Teano. Per i consumatori tutti che vedranno l’offerta delle stesse carni autoctone sempre più come una chimera perché evidentemente i commercianti al minuto e la grossa distribuzione si rivolgerà sempre di più, a queste condizioni, verso prodotti sì di minor costo ma di incerta provenienza e qualità.

In definitiva mentre comuni a noi limitrofi o vicini (vedi San Potito Sannitico o Caiazzo) si orientano verso il buon vivere, nel solco delle tradizioni e della tipicità dei prodotti, entrando nel circuito della Città Slow, la nostra Amministrazione, che dovrebbe assecondare e quasi guidare queste scelte, potendo avvalersi di strutture e servizi da porre nelle disponibilità del circondario, preferisce invece avventurarsi in una dubbia operazione di basso profilo che consentirà, nella migliore delle ipotesi, di creare i presupposti di un investimento commerciale. Non rendendosi conto o facendo finta di non rendersi conto che in tal modo sta svendendo l’identità del nostro territorio e il futuro occupazionale di tanti giovani.
Né, ovviamente e come di prassi, l’Amministrazione ha sentito la sensibilità di convocare e ascoltare in fase pre-deliberativa le categorie professionali direttamente coinvolte da questo provvedimento.

Per tali motivi ho fatto un appello alla maggioranza a ritirare la proposta di approvazione della Delibera n° 68 e alla Giunta Esecutiva di modificarla escludendo tra i beni da alienare il Nuovo Macello Comunale e il terreno limitrofo, annunciando, in caso contrario, il mio voto sfavorevole.

Il mio appello non è stato accolto e si è passato ai voti. Il punto 2 è stato approvato con i voti della maggioranza e della minoranza e il voto contrario del sottoscritto. Il punto 3 è stato approvato all’unanimità.

Due parole sul comportamento della minoranza (mi riesce difficile davvero parlare di opposizione). Distratta, bislacca. Ho dovuto io stesso metterli a conoscenza della modifica di destinazione urbanistica prevista dagli atti deliberativi che ci apprestavamo ad approvare, di cui non erano a conoscenza (o forse facevano finta di non esserne a conoscenza). Forse eccessivamente condizionata dal dover provare a difendere l’inerzia delle Amministrazioni Sarro sul tema macello comunale o troppo preoccupati dalla discussione che li attendava al punto 4 (swap) della cui trattazione vi parlerò in seguito.

Emilio Iannotta

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1 Response to "Consiglio Comunale Piedimonte Matese: IDV contraria all'alienazione del Nuovo Macello Comunale"

adriano sciacca ha detto... 4 marzo 2009 13:48

ciao

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