Finanziaria: lacrime e sangue per i più deboli!


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Pubblico il video ed il testo dell' intervento alla Camera dei Deputati dell'On. Antonio Borghesi, che ha presentato la dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori sulla questione di fiducia legata alla Finanziaria 2010. Questione di fiducia che è stata posta per la 27esima volta in un anno e mezzo di governo. Nonostante l'ampia maggioranza di cui questo governo dispone. Nonostante il richiamo nella stessa mattinata del Presidente della Repubblica alle forze politiche di maggior rispetto politico reciproco e all'abbassamento dei toni. Nonostante l'atteggiamento costruttivo e niente affatto ostruzionistico delle opposizioni. Invece il Governo, ancora una volta, ha deciso di mortificare il Parlamento, la massima delle nostre istituzioni democratiche, con doppio voto di fiducia, prima in Commissione e poi ora in Aula del Governo, impedendo nei fatti di discutere e di dare risposte ai problemi dei lavoratori, delle famiglie, delle piccole e medie imprese, degli artigiani, dei professionisti, del commercio, dei piccoli commercianti, di chi sta soffrendo questa crisi, per la quale bisognava dare delle risposte reali. Ancora una volta ci tocca ringraziare il Presidente della Camera Fini, che mai come in questa occasione ha saputo rappresentare non la parte politica da cui proviene, ma il senso delle istituzioni, il senso della Costituzione, che non va cambiata, perché siamo già vicini ad un vero e proprio regime. E se qualcuno immagina d'ora in avanti di strumentalizzare l'atto inconsulto e violento di un folle, da condannare senza se e senza ma, per togliere ulteriori spazi di libertà ai cittadini italiani, ai Parlamento, alle istituzioni democratiche e alla rete sappi che noi questi spazi di libertà li difenderemo a denti stretti.

Emilio Iannotta


Testo dell'intervento

Signor Presidente, signori Ministri, sono un piccolo imprenditore, la mia azienda è sana, ma le banche non mi fanno più credito e le pubbliche amministrazioni non mi pagano. Tra qualche settimana dovrò chiudere, lasciando senza lavoro i miei dieci dipendenti. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non ha fatto nulla per me e per gli altri piccoli imprenditori che come me faticano quotidianamente per continuare a sopravvivere.
Sono un lavoratore cassintegrato, ormai vicino alla scadenza delle cinquantaquattro settimane a 700 euro al mese. Fra qualche settimana sarò disoccupato e non so più cosa potrò mantenere la mia famiglia. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non c'è nulla per aumentare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori che come me stanno perdendo il posto di lavoro.
Sono un padre di famiglia con tre figli a carico e sono l'unica fonte di reddito. Non ce la faccio più ad arrivare a fine mese. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non c'è nulla per aumentare il potere d'acquisto delle famiglie, non ci sono maggiori detrazioni fiscali per carichi familiari, non c'è neppure una minima detassazione delle tredicesime, non c'è alcuna riduzione delle tasse e nemmeno il recupero del fiscal drag.
Sono un precario della pubblica amministrazione il cui contratto non è stato rinnovato dopo anni. Non so come mantenere la mia famiglia e dico «no» al Governo Berlusconi, perché per me non ci sono ammortizzatori sociali o, quando ci sono, sono poco più che una mancia.
Sono un agricoltore che vede di giorno in giorno i prezzi dei prodotti agricoli a livelli che non coprono più i costi di produzione. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non c'è alcun sostegno ad un settore vitale per il nostro Paese.
Sono un pensionato che negli ultimi anni ha visto falcidiata la sua pensione dagli aumenti di beni di prima necessità, come la pasta, e che è costretto a pagare costose medicine. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non c'è nulla per alleviare la situazione mia e di tutti i pensionati.
Sono un pendolare che vive quotidianamente la drammatica situazione dei trasporti ferroviari in treni vecchi, sporchi e sempre in ritardo. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non c'è nulla per investimenti mirati a risolvere la situazione di milioni di italiani.
Sono un giovane e mi sono laureato da poco. La disoccupazione giovanile negli ultimi mesi è salita ormai sopra il 25 per cento. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non c'è nulla per aiutare chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro.
Sono un sindaco. Ho i conti in ordine e non devono incassare ICI, poiché sulla prima casa l'avevo già tolta. Il Patto di stabilità mi impedisce di continuare a dare ai miei cittadini i servizi sociali e culturali di cui hanno bisogno. Dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria neppure per i comuni virtuosi è stato previsto un aumento di risorse.
Sono un terremotato de L'Aquila: dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non mantiene le promesse e non dà gli stessi termini di sospensione delle imposte dati in altre occasioni per gli stessi motivi.
Sono un rappresentante delle forze dell'ordine e dico «no» al Governo Berlusconi, perché in questa finanziaria non c'è praticamente nulla per dare il dovuto a chi rischia la vita tutti i giorni per il bene del Paese e non c'è nulla per permettere al comparto sicurezza e giustizia di svolgere il suo lavoro in modo efficace.
Sono uno speculatore finanziario: dico grazie al Governo Berlusconi, perché ho approfittato della crisi per acquistare titoli a prezzi bassi; ora li rivendo con utili giganteschi, senza pagare alcuna tassa o, al massimo, pagando il 12,50 per cento.
Sono un corruttore di funzionari pubblici per ottenere i grandi appalti delle pubbliche amministrazioni: dico grazie al Governo Berlusconi, perché, facendo falsi in bilancio, ho portato il denaro all'estero e ora, grazie allo scudo fiscale, non sono perseguibile e potrò riportarlo in Italia pagando solo il 5 per cento (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Sono un grande evasione fiscale e ho portato i soldi all'estero, sottraendo redditi a una tassazione di circa il 50 per cento: dico grazie al Governo Berlusconi, perché mi permetterà di continuare a farlo, avendo eliminato la tracciabilità dei pagamenti, e mi permette poi di riportare i soldi in Italia, pagando solo il 5 per cento.
Sono l'amministratore delegato di una grande impresa: dico grazie al Governo Berlusconi, perché mi ha dato somme rilevanti attraverso gli incentivi e senza alcun vincolo; così posso investire all'estero e chiudere le fabbriche in Italia. Il Governo mi anche promesso che continuerà a farlo.
Sono un mafioso e ho costituito all'estero il frutto della mia attività criminale, legata principalmente al commercio della droga: dico grazie al Governo Berlusconi, perché ora, con lo scudo fiscale, mi permette di «lavare» il denaro sporco, pagando solo il 5 per cento, e in più, dopo questa finanziaria, con quel denaro potrò riacquistare i beni che le forze dell'ordine hanno sottratto alla mafia, invece che destinarli ad iniziative socialmente utili (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Sono un amministratore siciliano dell'area del Belice: dico grazie al Governo Berlusconi, perché qui il terremoto c'è stato 40 anni fa. Abbiamo ricostruito tutto il possibile, ma con quella scusa ci mandano ancora del denaro.

Sono uno speculatore immobiliare: dico grazie al Governo Berlusconi, perché con la vendita dei beni della difesa a trattativa privata farò affari d'oro.
Noi dell'Italia dei Valori non abbiamo dubbi e sappiamo bene da quale parte stare; non dalla parte degli speculatori finanziari, dei grandi evasori fiscali, dei corruttori, delle grandi imprese che prendono gli incentivi e chiudono le fabbriche, dei mafiosi e dei camorristi, degli speculatori immobiliari e dei «furbetti del quartierino».
Noi dell'Italia dei Valori stiamo dalla parte dei piccoli imprenditori, dei lavoratori cassintegrati, dei padri e delle madri di famiglia che non arrivano alla fine del mese, dei precari della pubblica amministrazione, dei pendolari, dei disoccupati privi di sostegno, e in particolare dei giovani privi di qualunque prospettiva, delle donne, che nella crisi pagano sempre più di tutti, dei sindaci virtuosi che devono togliere servizi ai loro cittadini, dei terremotati veri, in particolare di quelli de L'Aquila, delle forze dell'ordine a cui non pagano neanche gli straordinari.
Stiamo, insomma, dalla parte di tutti coloro che, a causa della crisi o delle azioni di questo Governo, stanno soffrendo. Per questo, noi dell'Italia dei Valori diciamo «no» a questo Governo piduista, che si occupa solo degli affari del Presidente del Consiglio e dei poteri forti dell'economia, invece di affrontare e risolvere i problemi del Paese


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