Un Presidente del Consiglio debole e ricattabile

La recessione economica è tutt'altro che superata. Anzi nel meridione e, in particolare, nelle aree interne, sta determinando difficoltà giornaliere a tante famiglie. Molti stanno perdendo il posto di lavoro e il sussidio di disoccupazione- per i fortunati che ne possono usufruire- consente solo di sopravvivere.
Tante famiglie di mia diretta conoscenza sono costrette ad emigrare verso altri lidi e il tessuto sociale ed economico delle nostre comunità si impoverisce giorno per giorno.
Avremmo avuto bisogno di un Governo forte, autorevole e consapevole delle difficoltà del meridione. Di un Presidente del Consiglio sereno e determinato nell'affrontare con spirito di equità e saggezza questa difficile contingenza economica.
Invece comanda la Lega, i fondi FAS vengono dirottati su altri capitoli. Dopo il federalismo fiscale dobbiamo aspettarci gli stipendi differenziati e chissà quale altra alchimia.
E il Presidente del Consiglio, il cui prestigio, anche in ambito internazionale, è ai minimi storici, si trova impegolato un giorno si e l'altro pure in vicende che rattristano e fanno pensare.

Pubblico il post odierno di Antonio Di Pietro che tratta lo stesso oggetto di questo mio intervento.

Emilio Iannotta

Un Presidente del Consiglio debole e ricattabile

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Non è accettabile lasciar governare un uomo che consolida quotidianamente, nell’opinione pubblica del Paese, il dubbio che scelte e decisioni abbiano costantemente un retroscena vojeuristico e privatistico.

Non ho commentato la vicenda Noemi, nè le foto dei festini a Villa Certosa di Zapaddu e non commenterò la vicenda di Patrizia D’Addario che reputo private.
Tantomeno commenterò le parole dell’avvocato e parlamentare Ghedini quando afferma che se mai fosse “vero” quanto filmato e registrato dalla D’Addario, il suo cliente Silvio Berlusconi sarebbe “l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile...”.

Ritengo che le vicende sopra riportate riguardino fatti privati, ma ritengo che le vicende private di persone pubbliche e delle istituzioni abbiano un impatto etico e morale sui cittadini.
Le vicende personali di Silvio Berlusconi, che lo coinvolgono un giorno si e l’altro pure, in scandali e gossip, nascondono un comun denominatore: la ricattabilità di una figura chiave delle istituzioni.

Gli interrogativi inquietanti dietro questi scandali sono molteplici: quante persone possono ricattare il Presidente del Consiglio tra ragazze, amministratori, amici e parenti?
Quante lo hanno già ricattato?
Cosa hanno ricevuto in cambio? A spese di chi?
Quali conseguenze pubbliche ha questa sua debolezza?
Quanti uomini ha dovuto mettere nelle istituzioni, ed in quali posizioni per sdebitarsi o contraccambiare?
Cosa è costretto a lasciare sul tappeto per riacquistare credibilità internazionale? Portare militari in Afganistan? Ospitare assassini fuoriusciti da Guantanamo?
Quale conto stanno pagando e pagheranno gli italiani per queste scelte, per questa ricattabilità?

In un momento in cui la disoccupazione oscilla tra il 10% ed un valore ignoto ed il pil è in caduta libera, lasciando intravedere una speranza di ripresa “ripida e faticosa” non prima del 2010, avremmo avuto bisogno di un Presidente del Consiglio forte e presente in Parlamento.

In una crisi come questa, un Premier come questo non ci voleva. E non ci vuole.
Mandiamolo a casa al più presto.

Antonio Di Pietro


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