Swap: come hanno ipotecato il futuro dei nostri figli

Gentili amiche, cari amici,
come promesso vi informo a riguardo dell’ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Piedimonte Matese del 25-02-2009 che aveva per oggetto: Contratti di swap- Pronuncia della Corte dei Conti n° 9/2008. Presa d'atto della relazione dell'Avv. Domenico Riccio: provvedimenti.
Sono opportune alcune premesse per capire di cosa trattasi.
Il comune di Piedimonte Matese (negli ultimi anni di amministrazione Sarro) ha stipulato quattro distinti contratti con la BNL definibili di interest rate swap , di cui tre a novembre 2004 e il quarto (sostitutivo del primo) a settembre 2005 per un totale di oltre 6.000.000 di euro e una durata di 25 anni.
Questi contratti hanno determinato un ulteriore peggioramento del già disastrato bilancio comunale, se solo si pensa che per il solo 2007 hanno comportato l’esborso di 50.000 euro di differenziali negativi e per il 2008 di 92.000. Non a caso in merito è intervenuta la Corte dei Conti, con la pronuncia 9/2008, che ha rilevato, tra l’altro, quanto segue:
a)le operazioni finanziarie in strumenti derivati posti in essere dal Comune di Piedimonte Matese presentano molteplici criticità in ordine sia ai profili di regolarità contabile che di sana gestione finanziaria;
b)esse non sono state precedute da una delibera del consiglio comunale che abbia autorizzato la giunta a ridurre il costo dell’indebitamento comunale mediante l’utilizzo di strumenti di finanza derivata; né risulta preventivata a livello di programmazione di gestione attiva del debito una eventuale esposizione ai rischi di mercato;
c) gli strumenti finanziari non sono stati oggetto di una specifica procedura selettiva di evidenza pubblica diretta ad individuare la migliore offerta tecnicamente ed economicamente possibile;
d) gli Atti integrativi siglati dal comune presentano una serie di clausole a diretto ed unilaterale vantaggio dell’intermediario finanziario come 1)effettivo pagamento della Tesoreria dei differenziali negativi comunque risultanti mediante anticipazione di tesoreria; 2)rimborso dei costi di sostituzione in caso di risoluzione; 3)impossibilità della facoltà di recesso per sopraggiunta eccessiva onerosità; 3)risoluzione contrattuale per i casi sia di mancato pagamento alla scadenza degli importi dovuti dall’Ente sia di sopravvenuta deficitarietà strutturale ovvero di dissesto finanziario;
e) il Comune, a seguito della conclusione dei contratti di swap, ha iscritto in bilancio le somme provenienti dai differenziali positivi iniziali di dette operazioni, relativamente agli esercizi 2005 e 2006, tra le entrate correnti di cui al Titolo III, utilizzandone i proventi per il finanziamento delle spese correnti mentre tali entrate dovevano essere iscritte al titolo IV in un apposito fondo di accantonamento rischi ed eventuali plus valenze residuali non si sarebbero potute destinare a spese diverse da quelle d’investimento.
In conclusione la Corte dei Conti nella pronuncia n° 9/2008 invitava l’amministrazione comunale ad assumere gli opportuni interventi correttivi utili a ricondurre l’operazione ad equità ovvero a rinegoziare i profili di maggiore criticità.
Il Consiglio Comunale (seduta del 01/08/2008, in cui ero assente, delibera n. 23) demandava alla conferenza dei Capigruppo la nomina di un Consulente Finanziario con specifiche qualità tecnico-professionali per supportare l’ente ad assumere correttivi utili. La Conferenza dei Capigruppo Consiliari demandava, a sua volta, alla Giunta di individuare un professionista esperto. Veniva pertanto incaricato dall’organo esecutivo il dott. Domenico Riccio, professore di diritto di famiglia presso l’Università degli studi del Molise, che in data 30-12-2008 consegnava la propria relazione.
In essa il dott. Riccio ha evidenziato la sussistenza di più rilievi minanti la validità della pattuizione: a) inadempimento in relazione agli obblighi informativi ricadenti sull’intermediario, anche in presenza della dichiarazione del rappresentante del comune ( il sindaco Sarro) di essere in possesso delle specifiche competenze ed esperienza in materia di strumenti finanziari; b)sproporzioni, tutte a vantaggio dell’intermediario finanziario, tra le prestazioni nell’atteggiarsi concreto e prevedibile delle reciproche obbligazioni. In definitiva tali e ulteriori evidenze fanno ritenere verosimile una richiesta da parte dell’Amministrazione Comunale di rinegoziazione degli elementi più critici ovvero una richiesta giudiziale di declaratoria delle invalidità rilevate.
Fatte queste doverose premesse la proposta per il Consiglio Comunale è di delegare il Responsabile del Settore, dr. Gianluca Ghirelli, a valutare la possibilità di estinzione o rinegoziazione dei contratti in questione ovvero di procedere ad una richiesta giudiziale di declaratoria delle invalidità rilevate.

Nei miei interventi ho rilevato quanto segue:
1)la scarsa informazione che hanno avuto la cittadinanza e i partiti politici a suo tempo di tali davvero discutibili operazioni finanziarie , peraltro neanche discusse compiutamente in Consiglio Comunale;
2) di tale mancata trasparenza ne porta la responsabilità politica sia la maggioranza di centro destra che amministrava al tempo il Comune sia la minoranza (allora partito popolare) che avrebbe dovuto vigilare e ostacolare tale provvedimenti ed informarne l’opinione pubblica;
3) il danno rimarchevole che ricade sui cittadini in conseguenza di tali improvvidi provvedimenti, tale da configurare, verosimilmente e previa valutazione tecnica, l’opportunità da parte della attuale Amministrazione Comunale di costituirsi parte civile nei confronti di chi li ha voluti e sottoscritti senza l’accortezza e il rispetto della procedura così come richiamate dalla Corte dei Conti;
4) di ritenere davvero degno di censura che tali contratti di Swap siano stati posti in essere senza una specifica procedura selettiva di evidenza pubblica tesa ad individuare la migliore offerta tecnicamente ed economicamente possibile per il Comune e senza quelle clausole cautelative che sarebbe stato logico aspettarsi da una amministrazione guidata da un avvocato esperto in diritto amministrativo;
5) di nutrire forte dubbi sulla riuscita di una istanza di rescissione o rinegoziazione degli swap, alla luce delle fragili ( a mio parere)motivazioni espresse a suo supporto nel parere dell’avv. Riccio;
6) di votare comunque a favore di tale iniziativa, visto che tale indirizzo ci viene quasi imposto dalla relazione della Corte dei Conti e dalla onerosità finanziaria di tali strumenti di finanza derivata;
7) di ritenere sempre più valida l’opportunità (direi l’esigenza), dal primo giorno sollecitata, a costo di rinunce personali, di dare alla cittadinanza un chiaro segnale di discontinuità politica e amministrativa rispetto ai metodi e ai protagonisti di tale nebulosa e triste vicenda.

In definitiva Italia dei Valori e il sottoscritto si sono opposti, con determinazione e con pubblici manifesti, alle scelte dell’Amministrazione Sarro nel porre in essere contratti di gestione per palazzetto comunale, piscina, stadio comunale, cimitero comunale che andavano ben oltre la durata del proprio mandato.
Non era edotta del fatto che attraverso questi strumenti finanziari si era anche iscritta una ipoteca sul futuro dei nostri figli. Con dei contratti di swap che richiamano tanto, nella forma e nella sostanza, la vicenda dell’affidamento della gestione del cimitero comunale, dove vi è stato un promotore di un project financing, unico partecipante poi alla gara e un affidamento per trenta anni. Con una opposizione quanto meno distratta e tanti danni ai cittadini.

Emilio Iannotta

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