Giù le mani dall' acqua!


Attraverso la Legge 166/2009, che converte il decreto legge 135, meglio conosciuto come “decreto Ronchi”, il nostro Governo, attraverso l’ indifferenza e la noncuranza che contraddistingue il modo di agire della maggioranza, vuole mercificare un diritto fondamentale dell’ individuo, quale l’ acqua, con ripercussioni gestionali, economiche e giuridiche a dir poco dannose per le nostre realtà nell’ alto casertano.

Questo testo normativo prevede, infatti, all’ art.15, nell’ ambito della liberalizzazione dei servizi pubblici locali, tre modalità di affidamento degli stessi: a imprenditori o a società private; a società miste pubblico – private; ovvero, seppur in via residuale e in maniera subordinata alla presenza di determinate condizioni, attraverso l’ affidamento “in house”.

Quale è il grosso problema?

E’ evidente. Ciò che bisogna sottolineare , principalmente, è che, nel novero dei servizi pubblici locali, rientra, appunto, anche la gestione delle acque pubbliche. Questo vuol dire assoggettare l’ utilizzo di un diritto inalienabile dell’ uomo a leggi di mercato basate su logiche imprenditoriali e di profitto, con tutte le conseguenze che ne derivano. Conseguenze che, in riferimento alla nostra realtà cittadina, ma non solo, convergono verso due fondamentali punti di interesse: l’ incremento dei profitti a cui mira un privato significherà abbattimento delle spese legate alla gestione del sistema idrico pubblico, con ovvio peggioramento delle condizioni di reti idriche già, usando un eufemismo, obsolete; nonchè un innalzamento della tassazione relativa.

Ci ritroveremo a pagare di più, insomma, per usufruire di un servizio qualitativamente peggiore.

Teano sente particolarmente il problema, un problema che tocca in maniera critica anche le frazioni, un problema che, nonostante l’ attuale inerzia delle istituzioni cittadine sul tema, riguarda non una qualsiasi merce, ma un bene fondamentale, che deve essere garantito al cittadino a prescindere da qualsiasi legge di mercato.

Per queste ragioni IDV Teano, “Nuovi Orizzonti”, a breve raccoglierà firme da un lato per sostenere il triplice referendum abrogativo delle norme privatizzatrici lanciato dal Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua ( www.acquabenecomune.org ), dall’ altro per ottenere una modifica dello Statuto comunale che preveda, tra le altre cose, il riconoscimento del diritto umano all’ acqua e la non rilevanza economica del servizio idrico integrato, primo passo per uscire giuridicamente e politicamente dalla privatizzazione nonchè per dare uno scossone, fortemente simbolico, all’ immobilismo delle istituzioni locali sulla questione.

Cerchiamo di far sentire compatti il nostro volere, prendendo le distanze da chi dovrebbe essere nostro portavoce e che, invece, fa cadere in un assordante silenzio e nella passività totale l’ ennesimo favore che il nostro Governo fa alle lobby del suo consenso, facendolo erroneamente passare come un’ attuazione di obblighi comunitari. “L’ acqua è un diritto, non una merce”.

Benedetto Licciardi

Referente giovani IdV Teano “Nuovi Orizzonti”

Vice-coordinatore gruppo giovani IdV alto casertano


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