I DIRITTI NON SI METTONO IN VENDITA

Pubblico, tratto dal blog di Massimo Donadi, capogruppo alla camera di Italia dei Valori, un suo intervento in tema di privatizzazione dell'acqua. Proprio oggi il Governo ha posto il voto di fiducia sul tema, impedendo di fatto il dibattito in Parlamento e consegnando alle multinazionali la gestione dell'acqua. Molti ricorderanno che già a suo tempo Italia dei Valori ed il sottoscritto hanno promosso iniziative pubbliche e raccolta di firme per sensibilizzare i cittadini e le Istituzioni su di un tema di vitale importanza quando l'assemblea dei sindaci dell'Ato 2 (che comprendeva i comuni casertani e molti del napoletano) disposero l'affidamento ai privati della gestione dell'acqua.
IDV, come saprete, ha già pronta una iniziativa referendaria contro la privatizzazione dell'acqua. Per parte mio continuerò a chiedere un Consiglio Com unale monotematico sul tema sperando che, ancora una volta, l'assemblea cittadina, all'unanimità, voglia dichiararsi contraria all'affidamento ai privati della gestione dell'acqua.

Emilio Iannotta

da http://www.massimodonadi.it/ L'acqua non è un bene, è un diritto
e i diritti non si mettono in vendita. Se non voglio mangiare carne, ho un’alternativa. Se non voglio usare il petrolio ho fonti alternative di energia. Per l’acqua, così come per l’aria, non c’è nessuna alternativa possibile. Per questo, l’acqua non è un bene, è più di un bene, è un diritto.Ebbene, questo Governo vuole vendere l’acqua pubblica, vuole svendere questo diritto al miglior offerente. Se ne infischia che l’acqua sia un diritto imprescindibile e va avanti per la sua strada, tradendo la volontà e i bisogni dei cittadini. Mentre, in Commissione Ambiente alla Camera si sta discutendo la legge di iniziativa popolare che chiede al governo la gestione pubblica delle acque e la ripubblicizzazione del servizio pubblico, l’Esecutivo sta per porre l’ennesima questione di fiducia per privatizzare l’acqua pubblica, imbavagliando l’opposizione.Siamo di fronte ad un doppio imbroglio. Il Governo vuole mantenere la rete idrica pubblica, mentre vuole regalare ai privati la gestione dell’acqua. Cosa vuol dire? Che si lascia la parte peggiore, ovvero, una rete idrica allo sfascio di proprietà pubblica – da oltre 20 anni non si costruiscono acquedotti e la loro manutenzione è praticamente scomparsa dai bilanci comunali – mentre si concede ai privati di lucrare sui rubinetti dell’acqua, la parte sana, ovvero, redditizia di questo affare. Un po’ quello che è stato fatto con Alitalia, tanto per capirci, l’indiscusso capolavoro del governo Berlusconi.Non staremo con le mani in mano. Non assisteremo inermi a questa seconda, vendita, anzi, svendita di Stato. Italia dei Valori si batterà in Parlamento per cancellare questa svendita meschina. Impediremo con tutte le nostre forze che la gestione di un diritto finisca nelle mani di lobby e multinazionali senza scrupoli. E se, come sembra scontato, il Parlamento approverà questa scandalosa norma che privatizza l’acqua, contenuta nel decreto Ronchi salva-infrazioni, Italia dei Valori promuoverà un referendum abrogativo, insieme a quello contro il nucleare e, in caso, a quello sulla prescrizione breve.

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