La lettera della vergogna del consigliere romano Bianconi del cosiddetto popolo della libertà

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“Egr. dott. Mancini nella sua e-mail Lei mi segnala una problematica personale che esula dalle mie competenze. Sarebbe svilente se un On. si dovesse occupare di cassonetti - o monnezza, come dicono a Roma - tanto più se gli stessi si trovano dinanzi ad un´attività imprenditoriale di un privato. Con profondo rammarico noto (…) che lei non comprende il senso, né la ratio della Mia attività politica! Cercherò di essere chiaro. Lei, alle elezioni che mi hanno visto trionfatore non mi ha votato - anzi più volte nel corso degli anni ha manifestato antipatia nei confronti di Berlusconi (…) E allora - continua la risposta - nasce spontanea una domanda: perché si rivolge alla mia persona? Io per quale motivo dovrei adoperarmi per lei? Forse mi reputa un idiota che si fa sfruttare da chiunque? Oppure, cosa ancora più offensiva, il suo servetto? Io lavoro solamente per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario (…)”.“Sarebbe svilente e umiliante per la mia persona, la mia competenza e la mia professionalità - prosegue il consigliere capitolino - consentire a chiunque di chiedermi favori che, come nel caso di specie, esulano dalle mie competenze. Pertanto: 1) O si impegna formalmente - stipulando un patto di sangue con il sottoscritto - a votare nel 2013 il sottoscritto on. Patrizio Bianconi al Comune di Roma ed il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX; 2) O, se lei non è intenzionato, non si rivolga alla mia persona”. “Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla nella mia rubrica individuando la sezione elettorale dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l´e-mail al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia. Se non se la sente di instaurare con il sottoscritto tale tipologia di patto - conclude Bianconi – la invito a rivolgersi alle persone che lei vota (…) Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno!”

Così risponde il consigliere comunale di Roma Patrizio Bianconi ad un cittadino che gli chiedeva di adoperarsi per spostare un cassonetto. Non intendo discutere dello stile e dei toni, non mi interessa e tra l’altro qualificano benissimo la persona senza la necessità di troppe parole. Pongo, però, un problema politico. Qui siamo ben oltre il voto di scambio. Siamo al ricatto, all’intimidazione, all’abuso di potere. Fossimo stati in un Paese normale, un secondo dopo la pubblicazione di questa sconcertante lettera, il consigliere si sarebbe dimesso, carico di vergogna. In un paese normale appunto, non in uno “berlusconizzato”, guastato da 15 anni di Berlusconi in politica. I danni peggiori provocati da questo signore non sono solo quelli sociali ed economici, ma anche e soprattutto quelli culturali. Per recuperare la condivisione collettiva del concetto di etica pubblica, sarà necessaria una lunga e forte azione di “deberlusconizzazione” del Paese, al di là della sua permanenza al governo. Tratto da http:www.blog.massimodonadi.it



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